Storie rosse di Emilio Isgrò è una cartella di 10 opere serigrafiche su carta Magnani di Pescia cm. 50 x 70, anno 1974.
La Galleria resterà chiusa dal 1° al 6 gennaio.
L'evasione degli ordini successivi al 30/12 ripartirà regolarmente dal 7 gennaio.
Tantissimi auguri di Buon Anno!

Emilio Isgrò, nato a Barcellona Pozzo di Gotto il 6 ottobre 1937, rappresenta una delle figure più innovative e controcorrente dell’arte italiana contemporanea. Artista, scrittore e poeta, è celebre per il linguaggio artistico della "cancellatura", una tecnica rivoluzionaria con cui trasforma testi e volumi in opere d’arte, dando nuova vita a materiali e segni già esistenti. Il suo percorso creativo ha avuto inizio nei primi anni '50: nel 1956 esordisce con la raccolta di poesie Fiere del Sud, aprendo la strada a una poetica che mescola parola e immagine. Successivamente, nel 1964, Isgrò inizia a realizzare le prime cancellature su enciclopedie e libri, contribuendo in modo determinante alla nascita della poesia visiva e dell’arte concettuale in Italia.
Stabilitosi a Milano, salvo un periodo dal 1960 al 1967 durante il quale ha vissuto a Venezia e ha curato le pagine culturali del Gazzettino, Isgrò ha saputo coniugare la sua attività di scrittore e poeta con quella di artista. Nel 1966, durante la sua prima personale alla Galleria Il Traghetto di Venezia, pubblica Dichiarazione 1, in cui espone la sua visione della poesia come “arte generale del segno”. Tale manifesto diventa un punto di riferimento per la sua opera e per l’intero movimento della cancellatura, aprendo nuove prospettive sulla relazione tra scrittura e immagine. La pubblicazione di L'età della ginnastica da parte di Mondadori segna ulteriormente il consolidamento del suo stile unico.
Nel corso degli anni, Isgrò ha partecipato con successo a numerose edizioni della Biennale di Venezia, esibendosi nel 1972, 1978, 1986 e 1993, e ha preso parte a importanti mostre collettive come Contemporanea del 1973, curata da Achille Bonito Oliva e allestita nel suggestivo ambiente del parcheggio sotterraneo di Villa Borghese a Roma. La sua opera, spesso ironica e provocatoria, si caratterizza per una costante ricerca di significati nascosti dietro il gesto del "cancellare". Nel 1974 esce L'avventurosa vita di Emilio Isgrò, un'opera che raccoglie testimonianze e riflessioni di uomini di stato, artisti e intellettuali, mentre nel 1977 ottiene il primo premio alla XIV Biennale d'Arte di San Paolo, consolidando il riconoscimento internazionale del suo lavoro.
Negli anni '80 e '90, Isgrò continua a sperimentare con installazioni e opere multimediali, dando vita a creazioni emblematiche come Chopin, installazione-partitura per 15 pianoforti presentata nel 1979, e L'ora italiana, realizzata al Museo Civico Archeologico di Bologna in memoria delle vittime della strage alla stazione ferroviaria del 1980. Il suo romanzo Polifemo (Mondadori, 1989) e la successiva elaborazione di una nuova Teoria della cancellatura testimoniano la sua incessante ricerca intellettuale e artistica.
Durante gli anni '90, Isgrò espone in contesti internazionali, partecipando a mostre organizzate dal Museum of Modern Art (MoMA) di New York e alla collezione Guggenheim di Venezia, oltre a pubblicare opere letterarie come L'asta delle ceneri e la raccolta poetica Oratorio dei ladri. Nel 1998, dona al suo paese natale la scultura Seme d'arancia, simbolo della sua profonda connessione con le radici.
Nei decenni successivi, Isgrò continua a sorprendere: nel 2001, al complesso di Santa Maria dello Spasimo a Palermo, tiene una retrospettiva intitolata Emilio Isgrò 1964-2000, mentre nel 2002 pubblica Brindisi all'amico infame, finalista al Premio Strega e vincitore del Premio San Pellegrino. Negli anni 2004-2007 si afferma come uno degli artisti più rilevanti, raccogliendo in volumi critici e partecipando a mostre antologiche a Prato, Milano e in altri centri d’arte internazionali.
Le opere di Isgrò sono sempre state caratterizzate da un approccio radicale e iconoclasta: la cancellatura diventa un gesto di rifiuto delle logiche tradizionali, un atto che trasforma il linguaggio in segno e invita a riflettere sui meccanismi del potere e della memoria. Recentemente, progetti come L'Italia che dorme (2011), Incancellabile vittoria (2020) e Colui che sono (dicembre 2020) dimostrano come l'artista continui a rinnovarsi, utilizzando il gesto cancellatore per interrogare temi sociali e politici con un taglio critico e fortemente contemporaneo.
Emilio Isgrò e il rosso della memoria: “Storie rosse”, 1974 Nel 1974 Emilio Isgrò realizza Storie rosse, una cartella composta da dieci opere serigrafiche su carta Magnani di Pescia, ciascuna nel formato […]

Storie rosse di Emilio Isgrò è una cartella di 10 opere serigrafiche su carta Magnani di Pescia cm. 50 x 70, anno 1974.