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Morra Arte Studio presenta una nuova opera di Claudia Sciarelli: L’arco del tempo, realizzata nel 2026 con acrilici e tecnica mista su tela, cm 135 × 75.
Un'opera di ampio respiro nella quale colore, materia e astrazione costruiscono uno spazio sospeso tra paesaggio e dimensione interiore. Forme, stratificazioni e campiture cromatiche sembrano affiorare dalla superficie come frammenti di una geografia non reale, ma emotiva: una sorta di mappa dell'esperienza e della memoria.
Claudia Sciarelli nasce a Napoli nel 1981. Dopo una prima formazione universitaria in Scienze del Turismo a indirizzo manageriale e successive esperienze formative, nel 2013 sceglie di dedicarsi pienamente alla pittura, iscrivendosi all'Accademia di Belle Arti di Napoli, dove conclude il percorso in Arti Visive – Pittura nel 2016 con il massimo dei voti e la lode.
Nel corso della sua formazione partecipa a esposizioni e progetti in Italia e all'estero; tra le esperienze figura anche la partecipazione alla collezione Imago Mundi – Doni. Authors from Campania. Dopo la laurea trascorre inoltre un periodo a Los Angeles, entrando in contatto con studi, artisti e differenti linguaggi della scena contemporanea.
Al centro della sua ricerca rimane però soprattutto la dimensione interiore. La pittura diventa uno strumento per trasformare emozioni, energia e percezioni in immagini nelle quali la componente astratta incontra spesso elementi simbolici e figurativi.
Nelle opere più recenti di Sciarelli la tela assume spesso le caratteristiche di uno spazio mentale. Le campiture di colore non descrivono semplicemente un ambiente, ma costruiscono atmosfere nelle quali elementi riconoscibili possono apparire, dissolversi o restare sospesi.
In lavori come Il viaggio dell'anima e Promesse di luce, entrambi del 2025, il percorso e il passaggio assumono una dimensione simbolica: figure, soglie e architetture sembrano indicare un movimento verso un altrove, più mentale che fisico.
In Aurora stellata la luce e il colore costruiscono invece uno scenario sospeso tra astrazione e immaginazione, mentre opere del 2026 come Equilibri sospesi mettono esplicitamente in relazione materia e vuoto, caos e ordine.
È un vocabolario che ritorna anche in Custode del tempio, dove lo spazio pittorico diventa luogo simbolico, attraversato da presenze che sembrano collegare dimensione terrena e dimensione immaginaria.
L'arco del tempo di Claudia Sciarelli è realizzata in Acrilici e tecnica mista su tela cm. 135 x 75, anno 2026.Realizzata nel 2026, L'arco del tempo si inserisce pienamente in questa fase della ricerca di Claudia Sciarelli.
La composizione è attraversata da una forte energia cromatica. Colori, segni e addensamenti materici si sovrappongono dando l'impressione che la superficie della tela venga progressivamente aperta, quasi scavata, per lasciare emergere qualcosa che si trovava al di sotto.
La sensazione è quella di osservare contemporaneamente un paesaggio e una sezione della memoria. Alcune zone appaiono dense e stratificate, altre sembrano aprirsi verso spazi più rarefatti. Il confine tra ciò che appare concreto e ciò che appartiene invece all'immaginazione rimane volutamente instabile.
È proprio questa tensione tra visibile e invisibile, materia e spazio, ordine e disordine a costituire uno degli elementi centrali dell'opera.
Il titolo, L'arco del tempo, offre una possibile chiave di lettura senza imporre una narrazione precisa. Il tempo non sembra rappresentato come successione lineare di eventi, ma come accumulo e stratificazione.
Le forme che si sovrappongono possono evocare esperienze, ricordi e percezioni che appartengono a momenti differenti ma continuano a convivere nello stesso spazio. Come accade nella memoria, ciò che è passato non scompare completamente: rimane sotto la superficie e può riaffiorare, modificato da ciò che è avvenuto successivamente.
In questa prospettiva, l'“arco” suggerito dal titolo può essere inteso come un collegamento: un movimento che mette in relazione ciò che è stato, ciò che viene percepito nel presente e ciò che ancora deve prendere forma.
Non si tratta necessariamente di un tempo misurabile. È piuttosto un tempo interiore, nel quale esperienze e immagini possono sovrapporsi, allontanarsi e improvvisamente tornare alla superficie.
Uno degli aspetti più interessanti dell'opera è il rapporto tra la spontaneità del gesto e l'organizzazione complessiva della composizione. L'impressione iniziale di un'esplosione di materia e colore lascia progressivamente emergere direzioni, equilibri e nuclei visivi.
Il caos non coincide quindi con l'assenza di struttura. Al contrario, diventa il punto di partenza dal quale si organizza un nuovo ordine.
È un tema che mette L'arco del tempo in relazione diretta con Equilibri sospesi: in entrambe le opere Sciarelli lavora sul rapporto fra densità materica e apertura dello spazio, facendo convivere forze apparentemente opposte all'interno della stessa immagine.
Anche la scelta degli acrilici e della tecnica mista contribuisce alla costruzione di questo spazio. Le differenze di consistenza e densità permettono alla superficie di assumere un carattere variabile: alcune parti sembrano espandersi liberamente, altre acquistano una presenza più fisica e materica.
Su una tela di 135 × 75 cm, lo sviluppo prevalentemente verticale rafforza inoltre l'impressione di attraversamento e movimento. Lo sguardo non viene guidato verso un unico punto, ma è portato a percorrere la composizione, soffermandosi sulle differenti stratificazioni prima di ricomporle in una visione complessiva.
L'arco del tempo diventa così un viaggio visivo e mentale: non la rappresentazione di un luogo reale, ma la costruzione di uno spazio nel quale materia, colore e memoria suggeriscono la possibilità di attraversare differenti livelli della percezione.
Osservata insieme alle altre opere recenti dell'artista, L'arco del tempo conferma alcuni elementi ricorrenti della sua ricerca: il viaggio interiore, la relazione tra materia e dimensione immaginaria, la luce intesa come elemento di trasformazione e la presenza di soglie o spazi sospesi.
Se in opere come Promesse di luce e Il viaggio dell'anima questi temi assumono una forma più apertamente simbolica e figurativa, ne L'arco del tempo la componente astratta acquista maggiore autonomia. È soprattutto attraverso colore, materia e stratificazione che la tela suggerisce il proprio percorso.
Un lavoro che rappresenta quindi in modo significativo la ricerca attuale di Claudia Sciarelli e il suo tentativo di trasformare l'esperienza interiore in uno spazio pittorico aperto all'interpretazione dell'osservatore.
Claudia Sciarelli
L'arco del tempo
2026
Acrilici e tecnica mista su tela
cm 135 × 75
Opera unica
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