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Elena Radcenco e Mauro Petito: “Dialogo”, tra pixel, legno e percezione

Elena Radcenco e Mauro Petito: “Dialogo”, tra pixel, legno e percezione

20 Agosto 2026

Morra Arte Studio presenta i nuovi lavori di Elena Radcenco e Mauro Petito, duo artistico che ha costruito una ricerca originale sul rapporto tra immagine, materia, percezione e relazione.

Con le nuove opere Impulso rosso, Luce, Medusa e Sintesi, tutte realizzate nel 2026, il progetto condiviso dai due artisti prosegue attraverso un linguaggio nel quale il pixel digitale viene trasformato in elemento fisico: piccoli moduli di legno dipinti compongono immagini che cambiano radicalmente a seconda della distanza dalla quale vengono osservate.

Da vicino prevalgono colore, geometria e frammentazione; allontanandosi, i singoli elementi iniziano invece a ricomporsi e l'immagine diventa progressivamente riconoscibile. Lo spettatore non rimane quindi passivo di fronte all'opera: deve muoversi per poterla vedere realmente.

Ivan Morra con Elena Radcenco e Mauro Petito

Due percorsi, un unico progetto

Elena Radcenco e Mauro Petito arrivano alla collaborazione attraverso esperienze artistiche differenti, che trovano nella ricerca condivisa un punto di convergenza.

Elena Radcenco, nata in Moldavia nel 1972, si trasferisce in Italia nel 1990. Dopo anni di esperienza in diversi ambiti artistici, dal 2006 approfondisce la propria formazione presso l'Accademia di Belle Arti di Verona e frequenta corsi artistici anche a San Pietroburgo. La sua ricerca si sviluppa soprattutto intorno alla pittura e al colore, utilizzati con una forte capacità di sintesi.

Mauro Petito, nato a Napoli nel 1969, parte invece dalla fotografia e dallo studio della luce, approfondendone sia gli aspetti tecnici sia quelli legati alla percezione. Pittura, materia, colore, costruzione e interesse per la frammentazione dell'identità confluiscono progressivamente nella sua ricerca artistica.

I due si incontrano nel 2018 durante la realizzazione di un progetto pubblicitario. Da quell'esperienza nasce un confronto sull'arte che prosegue negli anni fino al 2023, quando decidono di unire stabilmente i rispettivi percorsi dando vita al progetto Dialogo.

“Dialogo”: dal pixel digitale alla materia

Il principio tecnico alla base di Dialogo è apparentemente semplice, ma produce un risultato visivo complesso. Un'immagine viene scomposta digitalmente in pixel; ogni unità cromatica viene quindi trasformata in un elemento reale attraverso piccoli quadrati di legno dipinti a mano e collocati secondo una precisa struttura.

Il pixel, unità minima dell'immagine digitale, abbandona così lo schermo e acquista volume, consistenza, venatura e materia.

Il legno assume in questo processo un valore particolare. È uno dei materiali più antichi utilizzati dall'uomo, porta fisicamente i segni della propria crescita e del tempo; il pixel appartiene invece al linguaggio visivo della contemporaneità digitale. Nel lavoro di Radcenco e Petito, materia antica e immagine digitale vengono messe in relazione.

La forma quadrata diventa il punto di incontro fra questi due mondi: geometrica e razionale come il pixel, ma mai completamente uniforme perché ogni elemento conserva le caratteristiche fisiche del materiale e l'intervento pittorico manuale.

Il progetto è stato presentato nel 2025 anche nella mostra romana Dialogo, dedicata proprio alla relazione fra percezione, movimento dello spettatore e ricostruzione dell'immagine.

Un'immagine che cambia quando cambia il punto di vista

Uno degli aspetti più interessanti delle opere di Elena Radcenco e Mauro Petito riguarda proprio il modo in cui vengono osservate.

Da vicino l'immagine tende a scomparire. Lo sguardo incontra singoli quadrati, variazioni cromatiche, intervalli, superfici e geometrie: quella che dovrebbe essere una figura riconoscibile assume quasi le caratteristiche di una composizione astratta.

È necessario allontanarsi perché i frammenti comincino a fondersi otticamente. Il cervello ricostruisce progressivamente le relazioni tra i colori e ciò che appariva come una successione di elementi indipendenti diventa volto, corpo o figura.

Lo spostamento fisico dello spettatore diventa quindi parte dell'opera. Non esiste un'unica visione valida: ogni distanza produce un'immagine differente e ogni cambiamento del punto di osservazione modifica ciò che siamo in grado di riconoscere.

È qui che la tecnica incontra il significato più ampio di Dialogo: comprendere qualcosa richiede spesso di abbandonare una posizione e assumerne un'altra.

I nuovi arrivi 2026 di Elena Radcenco e Mauro Petito

Le quattro nuove opere entrate nel catalogo di Morra Arte Studio sviluppano questa ricerca attraverso soggetti e concetti differenti, mantenendo costante la struttura visiva fondata sulla frammentazione e sulla successiva ricomposizione.

Impulso rosso

Impulso rosso di Elena Radcenco e Mauro Petito è realizzata in Acrilici su legno cm. 135 x 95, anno 2026.

Impulso rosso, acrilici su legno, cm 135 × 95, 2026, prende come punto di partenza il concetto di trasformazione.

L'impulso è ciò che precede il movimento: una forza che emerge prima ancora che venga completamente elaborata dal pensiero. Nell'opera il rosso assume inevitabilmente un ruolo centrale, associandosi visivamente a energia, tensione e dinamismo.

Come accade nell'intero progetto Dialogo, anche qui la trasformazione riguarda contemporaneamente il soggetto e l'osservatore: l'immagine non viene percepita tutta insieme, ma emerge attraverso uno spostamento e un progressivo processo di ricomposizione.

Luce

Luce di Elena Radcenco e Mauro Petito è realizzata in Acrilici su legno cm. 135 x 95, anno 2026.

Il tema della percezione diventa ancora più esplicito in Luce, acrilici su legno, cm 135 × 95, 2026.

La luce costituisce un elemento particolarmente significativo nel percorso dei due artisti, anche per la formazione fotografica di Mauro Petito. È ciò che permette all'immagine di esistere per lo sguardo: rende visibile ciò che è già presente, ma ciò che vediamo dipende anche dal modo in cui osserviamo.

Nell'opera questa relazione assume una forma concreta. I singoli moduli conservano la propria autonomia quando vengono osservati a breve distanza; da più lontano, invece, luce e colore permettono all'occhio di riunire le parti e riconoscere l'immagine complessiva.

Medusa

Medusa di Elena Radcenco e Mauro Petito è realizzata in Acrilici su legno cm. 139 x 88, anno 2026.

Con Medusa, acrilici su legno, cm 139 × 88, 2026, il meccanismo percettivo del progetto incontra uno dei soggetti più potenti dell'immaginario mitologico.

È probabilmente una delle opere nelle quali il rapporto fra distanza e riconoscibilità risulta più evidente: da vicino prevale una struttura geometrica composta da tasselli lignei; allontanandosi emerge progressivamente la figura.

La scelta di Medusa crea inoltre un'interessante relazione con il tema dello sguardo. Nel mito, guardare Medusa significa esporsi al suo potere; nell'opera di Radcenco e Petito è ancora una volta lo sguardo a determinare ciò che può essere visto, ma deve trovare la distanza necessaria perché la figura possa manifestarsi.

Sintesi

Sintesi di Elena Radcenco e Mauro Petito è realizzata in Acrilici su legno cm. 135 x 95, anno 2026.

Sintesi, acrilici su legno, cm 135 × 95, 2026, sembra racchiudere già nel titolo uno dei principi fondamentali dell'intero progetto.

Ogni immagine del duo nasce infatti dall'unione di una molteplicità di elementi indipendenti. Nessun tassello, osservato isolatamente, contiene l'opera; è soltanto attraverso la relazione con tutti gli altri che acquista il proprio significato.

La sintesi non cancella quindi le differenze, ma le organizza. Colori e moduli distinti continuano a essere percepibili singolarmente, mentre a una diversa distanza diventano simultaneamente parte di qualcosa di più ampio.

È una dinamica che porta il procedimento tecnico oltre il semplice effetto ottico, trasformandolo in una riflessione sulla relazione fra individualità e insieme, differenza e unità, frammento e totalità.

Tra fotografia, pittura e pixel art analogica

La ricerca di Radcenco e Petito si colloca in un territorio di confine. L'immagine iniziale deriva dalla logica della fotografia; la sua scomposizione appartiene al linguaggio digitale; la ricostruzione, invece, torna alla fisicità attraverso legno e pittura acrilica.

Per questo le loro opere possono essere lette come una forma di pixel art analogica: non un'immagine generata per uno schermo, ma una traduzione materiale del principio attraverso il quale gli schermi stessi costruiscono ciò che vediamo.

Il procedimento compie in qualche modo il percorso inverso rispetto alla progressiva digitalizzazione contemporanea. Un'immagine viene prima trasformata in dati e poi restituita alla materia, elemento dopo elemento, attraverso il lavoro manuale.

Ne deriva una particolare tensione tra precisione e imperfezione, sistema e gesto, tecnologia e materia naturale. Il pixel è matematico; il legno possiede venature e irregolarità. La griglia stabilisce una struttura rigorosa; il colore viene applicato fisicamente.

“Dialogo” come relazione

Il nome scelto dai due artisti per il progetto non indica soltanto la collaborazione tra due persone. Il dialogo avviene continuamente su livelli differenti: fra Elena Radcenco e Mauro Petito, fra fotografia e pittura, fra digitale e analogico, fra singolo elemento e immagine complessiva.

Ma soprattutto avviene fra opera e spettatore.

Per comprendere l'immagine bisogna modificare la propria posizione. L'opera costringe quindi a sperimentare concretamente una delle idee alla base della ricerca del duo: cambiare punto di vista modifica ciò che siamo in grado di vedere.

È questo principio a legare lavori apparentemente diversi come Medusa, Luce, Impulso rosso e Sintesi. Dietro soggetti differenti rimane la stessa domanda sulla percezione: quanto di ciò che vediamo appartiene alla realtà e quanto dipende dalla posizione dalla quale la osserviamo?

Un percorso in evoluzione

Il progetto Dialogo, nato nel 2023, ha trovato negli ultimi anni occasioni espositive in cui confrontarsi direttamente con il pubblico. Nel 2025 Elena Radcenco e Mauro Petito hanno presentato a Roma una mostra interamente dedicata alla loro ricerca; nello stesso anno hanno partecipato, con Morra Arte Studio, alla collettiva Artisti Contemporanei nella Dimora del Re, ospitata alla Casina Vanvitelliana di Bacoli.

Le opere del 2026 mostrano una ricerca che continua a svilupparsi senza abbandonare il principio originario. Il quadrato di legno resta l'unità fondamentale, ma diventa uno strumento attraverso il quale affrontare temi differenti: trasformazione, conoscenza, mito, equilibrio e relazione.

Il risultato è un linguaggio immediatamente riconoscibile, nel quale un procedimento contemporaneo come la pixelizzazione incontra uno dei materiali più antichi della pratica artistica e artigianale.

Un'immagine digitale viene scomposta per tornare materia; la materia viene ricomposta per tornare immagine. Tra questi due momenti si colloca lo spazio nel quale Elena Radcenco e Mauro Petito costruiscono il loro Dialogo.

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