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Franco Angeli, “Senza titolo”: materia, collage e memoria negli anni Settanta

Franco Angeli, “Senza titolo”: materia, collage e memoria negli anni Settanta

12 Agosto 2026

Morra Arte Studio presenta una nuova acquisizione di Franco Angeli: Senza titolo, opera unica realizzata negli anni Settanta con tecnica mista e collage su cartoncino, cm 24 × 34.

Un lavoro che permette di entrare in una fase particolarmente interessante della ricerca di Angeli, artista che ha fatto della sperimentazione sui materiali, della stratificazione delle immagini e del rapporto tra memoria e contemporaneità alcuni degli elementi centrali del proprio linguaggio.

Senza titolo, anni 70'
Opera unica del maestro Franco Angeli
Tecnica mista e collage su cartoncino cm. 24 x 34, anni 70'.
L'opera è accompagnata da documento di autenticità dell'Archivio Franco Angeli, Roma.

Franco Angeli e la Scuola di Piazza del Popolo

Franco Angeli nasce a Roma nel 1935 e si avvicina alla pittura nella seconda metà degli anni Cinquanta, entrando in contatto con le esperienze dell'arte informale e materica. Fondamentale è l'incontro con l'opera di Alberto Burri, dalla quale deriva un interesse per la superficie pittorica intesa non semplicemente come supporto, ma come materia viva, da trasformare e stratificare.

Tra la fine degli anni Cinquanta e l'inizio dei Sessanta Angeli diventa uno dei protagonisti della scena artistica romana insieme a Mario Schifano, Tano Festa e agli altri artisti legati alla cosiddetta Scuola di Piazza del Popolo.

La sua ricerca supera progressivamente l'Informale e introduce immagini e simboli della storia, del potere e della società contemporanea: aquile, lupe capitoline, falci e martello, svastiche, croci, dollari e riferimenti alla cultura politica e visiva del Novecento. Spesso questi segni vengono filtrati attraverso veli, garze e sovrapposizioni, perdendo la loro immediatezza per trasformarsi in immagini della memoria.

Una sintesi della sua attività è disponibile anche nella voce dedicata a Franco Angeli nell'Enciclopedia Treccani e nella documentazione dell'Archivio Franco Angeli.

La materia come elemento del linguaggio

Fin dagli esordi, uno degli aspetti più riconoscibili del lavoro di Angeli è l'impiego di materiali e tecniche differenti. Pittura, smalto, garza, tessuti, velature, sagome, ritagli e procedimenti di tipo seriale entrano nella costruzione delle opere, creando immagini che sembrano contemporaneamente apparire e scomparire.

Non si tratta di una sperimentazione puramente tecnica. Per Angeli la superficie è anche un luogo nel quale si depositano tracce, frammenti e memoria. L'immagine può essere coperta, interrotta, ripetuta o sovrapposta: ciò che resta visibile entra in relazione con ciò che viene nascosto.

In questo senso anche il collage assume un ruolo particolarmente coerente con la sua poetica. Il frammento inserito nell'opera introduce una discontinuità materiale e visiva, mettendo in relazione elementi differenti all'interno dello stesso spazio.

Gli anni Settanta: dalla cronaca alla memoria

Negli anni Settanta la ricerca di Franco Angeli attraversa una fase di trasformazione senza però interrompere il rapporto con le esperienze sviluppate nel decennio precedente.

La storia contemporanea continua a entrare direttamente nel suo lavoro. All'inizio del decennio sono ancora presenti opere dedicate alla guerra del Vietnam e alla dimensione politica internazionale; parallelamente compaiono interni, fotografie e fotogrammi, mentre pittura, cinema e immagini prelevate dalla realtà tendono sempre più a contaminarsi.

Nel 1972 Angeli presenta anche una serie di fotogrammi sui quali interviene pittoricamente, confermando un interesse per l'immagine non come realtà definitiva ma come materiale da modificare, sovrapporre e reinterpretare.

A metà del decennio la dimensione politica può assumere la forma del paesaggio: colore e immagine diventano strumenti attraverso i quali evocare eventi storici e conflitti senza necessariamente rappresentarli in maniera descrittiva. Verso la fine degli anni Settanta inizieranno inoltre ad apparire quegli aeroplani destinati a diventare uno dei motivi ricorrenti della produzione successiva.

“Senza titolo”: tecnica mista e collage

È all'interno di questo articolato percorso che si colloca Senza titolo, opera realizzata negli anni Settanta con tecnica mista e collage su cartoncino.

La scelta del supporto e della tecnica è significativa. Il cartoncino consente una dimensione più immediata e raccolta rispetto alla tela, mentre l'impiego del collage introduce nella superficie un elemento fisicamente distinto dalla materia pittorica.

In un'opera di dimensioni contenute, 24 × 34 cm, Angeli concentra così alcuni procedimenti che attraversano molta della sua produzione: la sovrapposizione, la frammentazione, il rapporto tra pittura e materia e la trasformazione di elementi preesistenti attraverso l'intervento dell'artista.

L'assenza di un titolo descrittivo è altrettanto significativa. Senza titolo non impone una lettura narrativa precisa e lascia che siano soprattutto segno, materia, colore e frammento a costruire il significato dell'immagine.

Il collage come frammento della realtà

Nel lavoro di Angeli il ricorso a materiali esterni alla pittura può essere letto in continuità con un'idea dell'opera come superficie della memoria. Il frammento conserva una propria identità, ma entrando nel quadro viene sottratto al contesto originario e assume una funzione nuova.

Questa logica appartiene profondamente alla ricerca dell'artista romano. Già negli anni Sessanta Angeli aveva trasformato simboli politici, immagini monetarie, emblemi e segni della città in una sorta di archeologia del presente: immagini appartenenti alla quotidianità che, filtrate e ripetute, acquistavano una distanza quasi storica.

Negli anni Settanta questo procedimento si amplia. La pittura può dialogare con fotografia, cinema, paesaggio e materiali differenti. Il collage diventa quindi parte di un linguaggio nel quale esperienza personale, cronaca e storia collettiva tendono continuamente a sovrapporsi.

Un'opera nel percorso maturo di Franco Angeli

Senza titolo documenta quindi un momento nel quale Angeli ha ormai superato definitivamente la stagione iniziale dell'Informale e possiede un vocabolario artistico pienamente riconoscibile, continuando tuttavia a sperimentarne le possibilità.

La tecnica mista e il collage mantengono vivo quel rapporto con la materia presente fin dai primi lavori, mentre l'apertura verso nuove immagini e modalità espressive anticipa alcuni sviluppi più figurativi della produzione successiva.

È proprio questa capacità di attraversare linguaggi differenti senza perdere la propria identità a rendere Franco Angeli una delle figure centrali della ricerca artistica italiana del secondo Novecento.

Franco Angeli, Senza titolo

Franco Angeli
Senza titolo
Anni Settanta
Tecnica mista e collage su cartoncino
cm 24 × 34
Opera unica

L'opera è accompagnata da documento di autenticità dell'Archivio Franco Angeli, Roma.

👉 Consulta la scheda completa di “Senza titolo” di Franco Angeli

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