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Giuliano Grittini, “Marilyn Pop”: l’icona di Marilyn reinventata con la Cracker Art
Morra Arte Studio presenta una nuova opera di Giuliano Grittini: Marilyn Pop, realizzata nel 2025 con la particolare tecnica della Cracker Art, nel formato cm 35 × 35.
Protagonista è uno dei volti più riconoscibili dell'immaginario del Novecento: Marilyn Monroe. Grittini ne riprende l'immagine e la sottopone a un processo di scomposizione e ricostruzione, trasformando il ritratto in una superficie animata da frammenti, sovrapposizioni, segni, testi e colore.
Il risultato non è una semplice riproduzione dell'icona, ma una sua nuova interpretazione: Marilyn viene attraversata dal linguaggio visivo contemporaneo e restituita come immagine già conosciuta e, allo stesso tempo, nuovamente da scoprire.
Giuliano Grittini sviluppa la propria formazione nell'ambiente milanese, frequentando la scuola di Disegno Grafico e approfondendo fin dagli inizi le tecniche legate alla stampa d'arte, alla litografia, alla serigrafia e all'acquaforte.
Nel corso della sua lunga attività entra in contatto con numerosi protagonisti dell'arte italiana e internazionale, tra cui Enrico Baj, Salvatore Fiume, Renato Guttuso, Emilio Scanavino, Emilio Tadini, Victor Vasarely, Andy Warhol e Mimmo Rotella. Parallelamente coltiva la fotografia, ritraendo artisti, poeti e personaggi della cultura.
Particolarmente importante è il rapporto con Alda Merini, alla quale Grittini dedica numerosi ritratti fotografici, pubblicazioni e progetti artistici. Questa capacità di muoversi continuamente tra fotografia, grafica, stampa, parola e immagine diventerà uno degli elementi fondamentali anche della sua successiva produzione pittorica.
Nel suo lavoro i differenti linguaggi non rimangono infatti separati: fotografia, cultura tipografica, collage, colore e tecniche di stampa confluiscono progressivamente in una pratica artistica fortemente riconoscibile.
La Cracker Art nasce proprio da questa lunga esperienza tecnica e visiva. Dopo diverse sperimentazioni, Grittini sviluppa nel 2016 una nuova modalità espressiva fondata sulla scomposizione dell'immagine e sulla sua successiva ricomposizione.
La fotografia o l'immagine di partenza viene frammentata, manipolata e integrata con ritagli, collage, elementi polimaterici, scritte, segni e interventi cromatici. L'immagine originaria rimane riconoscibile, ma viene continuamente interrotta e ricostruita attraverso nuovi elementi.
È proprio questa oscillazione tra riconoscibilità e frammentazione a costituire uno degli aspetti più caratteristici della Cracker Art: ciò che appartiene già alla memoria collettiva viene “aperto”, rimescolato e ricomposto secondo nuove relazioni visive.
Il procedimento permette a Grittini di intervenire su immagini provenienti da mondi differenti — cinema, musica, pubblicità, fotografia, fumetto e cultura popolare — mantenendo una forte libertà nella costruzione di ogni singola composizione.
La definizione Cracker Art compare nel percorso di Giuliano Grittini dopo anni dedicati alla fotografia, alle tecniche di stampa e alla sperimentazione sull'immagine. Nel 2016 la tecnica viene presentata come un nuovo sviluppo della sua ricerca e, negli anni immediatamente successivi, diventa una delle cifre più riconoscibili della sua produzione.
Nel 2018 una mostra dal titolo La Cracker'Art – Mitografie, curata dallo storico e critico d'arte Carlo Franza, mette esplicitamente al centro questa ricerca. Il principio è quello di recuperare immagini, parole e frammenti della cultura visiva per sottoporli a una nuova organizzazione.
Volti celebri, immagini pubblicitarie, scritture, fotografie e simboli vengono estratti dal loro contesto e ricomposti. La superficie dell'opera diventa così una sorta di archivio visivo contemporaneo, nel quale elementi appartenenti a tempi e linguaggi differenti possono convivere.
Non esiste quindi una rigida “formula” tecnica: la Cracker Art può combinare fotografia, serigrafia, collage, intervento manuale e materiali differenti. Ciò che rimane costante è il processo di frammentazione e ricostruzione dell'immagine.
La Cracker Art è una tecnica sviluppata specificamente da Giuliano Grittini e non va confusa con un movimento artistico utilizzato indistintamente da altri autori. È però possibile riconoscere alcune importanti affinità con esperienze precedenti dell'arte del Novecento.
Il rapporto con Mimmo Rotella è particolarmente interessante. Nel décollage, Rotella parte dall'immagine pubblicitaria presente nello spazio urbano e, attraverso strappi e sovrapposizioni, ne altera il significato originario. Grittini procede in una direzione differente ma condivide l'interesse per il frammento, il recupero e la trasformazione di immagini già esistenti.
Un altro riferimento inevitabile è Andy Warhol, soprattutto per il rapporto con le immagini della cultura di massa. Cinema, celebrities, pubblicità e prodotti di consumo diventano con la Pop Art materiali legittimi dell'opera d'arte. Grittini riprende a sua volta questo universo, ma invece della ripetizione seriale tende a scomporre, contaminare e ricostruire l'immagine.
Più in generale, l'utilizzo simultaneo di fotografia, collage, materiali stampati e pittura mette la Cracker Art in relazione con quella lunga tradizione di collage e assemblaggio che attraversa le avanguardie e gran parte dell'arte contemporanea.
La specificità di Grittini consiste però nel far confluire queste esperienze all'interno di un linguaggio personale, fortemente legato alla sua formazione di grafico, fotografo e stampatore d'arte.
In Marilyn Pop il procedimento trova un soggetto particolarmente adatto: Marilyn Monroe, il cui volto è diventato nel corso del Novecento una delle immagini più riprodotte della cultura occidentale.
Non è casuale che Marilyn ricorra più volte anche nella produzione di Grittini. Nel catalogo dell'artista compaiono opere come Marilyn Vuitton, Marilyn Sensual, Double Marilyn e altre variazioni nelle quali il volto dell'attrice viene continuamente sottoposto a nuove contaminazioni visive.
Ogni versione parte dallo stesso paradosso: come trasformare un'immagine che tutti conoscono?
La Cracker Art offre a Grittini proprio questa possibilità. Invece di cancellare l'identità del soggetto, la utilizza come punto di partenza. Il volto rimane immediatamente riconoscibile, ma intorno e dentro di esso si accumulano nuovi segni.
Marilyn diventa così contemporaneamente ritratto, simbolo e superficie sulla quale intervenire.
Il titolo Marilyn Pop esplicita il legame con l'universo della Pop Art, ma l'opera appartiene pienamente al presente.
L'immagine di Marilyn ha infatti attraversato oltre mezzo secolo di riproduzioni fotografiche, cinema, pubblicità, arte e comunicazione. È ormai un'immagine che esiste indipendentemente dalla persona reale: un mito visivo continuamente riprodotto e reinterpretato.
Grittini interviene proprio su questa stratificazione. Con la Cracker Art l'immagine viene ulteriormente moltiplicata, frammentata e contaminata da altri elementi della comunicazione contemporanea.
Il processo assume quasi la struttura del nostro modo attuale di vedere: immagini provenienti da epoche e contesti differenti convivono simultaneamente, vengono ritagliate, condivise, rielaborate e rimesse continuamente in circolazione.
Da questo punto di vista, la frammentazione non rappresenta soltanto una scelta estetica. Diventa anche un modo per raccontare un universo visivo nel quale le immagini non sono più isolate, ma vivono attraverso continue associazioni e sovrapposizioni.
Marilyn Pop è realizzata nel formato 35 × 35 cm, dimensione ricorrente in diverse opere Cracker Art di Grittini.
Il formato quadrato concentra la composizione e rafforza l'impatto immediato dell'immagine. All'interno di uno spazio relativamente contenuto si accumulano volto, colore, scrittura e frammenti grafici, creando una superficie densa di informazioni.
La lettura può quindi avvenire su due livelli: da lontano emerge immediatamente l'icona di Marilyn; avvicinandosi, lo sguardo viene invece attirato dai singoli dettagli, dalle interruzioni e dalle stratificazioni che costruiscono fisicamente l'opera.
È questa doppia natura — immediatezza pop e complessità del collage — a caratterizzare Marilyn Pop e, più in generale, la ricerca della Cracker Art di Giuliano Grittini.
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