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Il triangolo dell'economia dell'arte

Il triangolo dell'economia dell'arte

16 Gennaio 2024
Quarto articolo di una serie dedicata al rapporto tra arte ed economia.

Link agli articoli precedenti: Arte contemporanea ed economia: un binomio “blasfemo”? Economizzazione dell’arte Breve storia del mercato dell'arte contemporanea

Le figure di spicco del mercato dell'arte includono l'artista, creatore delle opere, il mercato stesso, luogo di scambio tra domanda e offerta, i critici e i "gatekeepers", coloro che, attraverso giudizi e valutazioni, contribuiscono a conferire valore alle creazioni artistiche, influenzando potenziali acquirenti.
Questi tre attori e le loro interazioni reciproche costituiscono il cosiddetto triangolo dell'economia dell'arte.

Quando un'opera d'arte viene inserita nel mercato per essere venduta, si trova ad affrontare una serie di considerazioni inerenti agli aspetti caratteristici degli scambi economici.
La sua qualità e prezzo saranno determinati, e successivamente la domanda sarà fatta coincidere con l'offerta tramite diversi agenti che si occupano della commercializzazione delle opere.



Il mercato dell'arte, quindi, è il crocevia di due logiche apparentemente contrastanti: quella capitalistica, intrinseca ad ogni mercato, e quella artistica.
La prima si manifesta in una logica quantitativa e monetaria, in cui il prezzo è il protagonista, e l'obiettivo principale è la massimizzazione del profitto attraverso l'allocazione ottimale delle risorse disponibili.
La seconda, al contrario, segue una logica qualitativa, dominata da caratteristiche in gran parte immateriali e concettuali, quali l'immagine, il significato simbolico e l'interpretazione dell'opera.
Risulta evidente come a volte sia un compito arduo conciliare questi due mondi, soprattutto quando si cerca di assegnare un valore a qualcosa che per sua natura è incommensurabile.
Ogni opera d'arte è unica e non può essere paragonata alle altre, ma quando il mercato le assegna un prezzo, le sottopone a un confronto basato su fattori materiali ed estranei al contesto artistico.



È proprio questo conflitto di logiche che rende il mercato dell'arte così intrigante, divenendo oggetto di numerosi studi sociologici che attribuiscono un ruolo fondamentale ai protagonisti di questo scenario.
Questi attori non solo devono facilitare l'incontro tra domanda e offerta ma devono anche mediare tra logiche contraddittorie.
Al proposito sono interessanti i risultati del report di Deloitte Art & Finance Report 2023, che ha evidenziato come le case d’asta internazionali abbiano registrato un aumento del fatturato del 12%.
Inoltre, il rapporto ha sottolineato l’importanza delle aste “single owner” e ha evidenziato un calo delle piazze asiatiche.
Dati che dimostrano come il mercato dell’arte sia in costante evoluzione e come sia importante monitorare le tendenze e gli sviluppi per comprendere meglio il suo funzionamento.

Riportiamo questo passaggio estratto dal report sul perché le collezioni continuino ad avere successo.

“Le collezioni hanno grande successo perché vengono legate alla storia del personaggio che le ha costruite, si può creare una narrativa sulla storia della collezione stessa, con grande ritorno in termini di marketing.
I collezionisti, inoltre, amano acquistare oggetti appartenuti a personaggi noti, che hanno impresso il proprio gusto sugli oggetti stessi, confermandone la qualità.
L’appartenenza ad un personaggio noto influisce sui risultati di vendita delle collezioni ma anche di singoli oggetti in cataloghi misti, nonché sull’attenzione del pubblico.
La vendita della Collezione di Paul Allen ha registrato non soltanto il 100% di venduto, ma anche grandi risultati da un punto di vista mediatico, rappresentando un episodio di grande qualità culturale.
Nel periodo dell’esposizione si registravano code davanti al Rockefeller Center, di persone non tanto interessate ad acquistare, ma quanto più a vedere opere di livello museale, aspettando ore per poter entrare.”


Mariolina Bassetti, Chairman Post-War & Contemporary Art Continental Europe, Chairman Italy

Qui un buon articolo sulla sintesi dei risultati del report di Deloitte: Artribune
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