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Donna con sciarpa di Renato Guttuso, è realizzata in China acquerellata su cartoncino incollato su tela cm. 50 x 35, anno 1976.
L’opera è accompagnata da certificato di autenticità rilasciato dall'Archivio Renato Guttuso (Roma) a cura di Tiziana Cristallini Carapezza Guttuso.
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Renato Guttuso, tra i protagonisti della pittura italiana del Novecento, nasce a Bagheria il 26 dicembre 1911. La nascita viene registrata il 2 gennaio 1912, motivo per cui alcune fonti riportano quest’ultimo come anno di nascita. Figlio di Gioacchino Guttuso, agrimensore e acquerellista dilettante, manifesta molto presto una spiccata inclinazione per il disegno e la pittura: già a tredici anni comincia a firmare e datare le proprie opere.
La formazione di Guttuso avviene in larga parte da autodidatta, attraverso l’osservazione dei pittori siciliani dell’Ottocento, dei decoratori dei carretti tradizionali e del paesaggio della sua terra. Nel 1928 partecipa alla sua prima mostra collettiva a Palermo; pochi anni dopo espone alla Quadriennale di Roma, entrando progressivamente in contatto con alcuni dei principali ambienti artistici italiani.
Nei primi dipinti compaiono già molti dei soggetti destinati a caratterizzare la sua produzione: contadini, braccianti, artigiani, mercati, nature morte e paesaggi siciliani. La realtà non è descritta in modo distaccato, ma attraverso un linguaggio energico, costruito sul contrasto dei colori, sulla forza del disegno e sulla partecipazione dell’artista alla condizione delle persone rappresentate.
Nel corso degli anni Trenta soggiorna a Milano, dove entra in relazione con artisti e intellettuali vicini al movimento di Corrente, e nel 1937 si trasferisce stabilmente a Roma. La sua pittura assume allora una più evidente dimensione civile e politica. Ne sono esempi Fucilazione in campagna del 1938, dedicata al poeta Federico García Lorca, e Fuga dall’Etna, realizzata tra il 1938 e il 1939: una drammatica rappresentazione della popolazione siciliana in fuga dall’eruzione, nella quale l’evento naturale diventa immagine universale di paura, sofferenza e precarietà.
Fortemente antifascista, nel 1940 aderisce clandestinamente al Partito Comunista Italiano e durante la guerra partecipa alla Resistenza. Il suo impegno emerge anche nel ciclo di disegni intitolato Massacri, dedicato alla violenza nazifascista. In questi anni realizza uno dei suoi capolavori, Crocifissione, dipinta tra il 1940 e il 1941 e presentata al Premio Bergamo nel 1942. L’opera suscitò forti polemiche per la sua interpretazione contemporanea e anticonvenzionale del soggetto sacro: la sofferenza di Cristo diventa quella di tutti gli uomini perseguitati, imprigionati e torturati per le proprie idee.
Nel dopoguerra Guttuso partecipa alla fondazione del Fronte Nuovo delle Arti e diventa uno dei principali interpreti del neorealismo italiano. La sua pittura racconta il lavoro, le lotte contadine, la vita popolare e i grandi avvenimenti politici del tempo, senza rinunciare alla ricerca formale e alla lezione delle avanguardie europee. Particolarmente importante fu il confronto con Pablo Picasso, del quale Guttuso condivise la concezione dell’arte come strumento di testimonianza e intervento nella realtà.
La sua produzione comprende pittura, disegno, incisione, illustrazione, scenografia e costumi teatrali. Accanto alle opere di carattere sociale trovano spazio ritratti, figure femminili, interni, paesaggi e nature morte, nei quali oggetti quotidiani, frutta, fiori e alimenti acquistano una presenza intensa, quasi teatrale. Il colore rimane uno degli elementi fondamentali della sua ricerca: acceso, materico e sensuale, è capace di restituire insieme la vitalità e le contraddizioni del mondo rappresentato.
Tra le opere più note della maturità figura I funerali di Togliatti del 1972, grande composizione corale nella quale memoria storica, partecipazione politica e citazioni artistiche si fondono in un’unica scena. Nel 1974 realizza La Vucciria, monumentale tela dedicata allo storico mercato palermitano. Carni, pesci, frutta, verdura, merci e figure umane costruiscono una visione affollata e quasi sensoriale, nella quale sembrano concentrarsi i colori, i rumori e gli odori di Palermo. L’opera, donata dall’artista all’Università degli Studi di Palermo, è conservata a Palazzo Chiaramonte-Steri.
L’attività artistica di Guttuso rimase sempre legata all’impegno pubblico. Eletto senatore nelle liste del PCI, ricoprì l’incarico parlamentare dal 1976 al 1983. La sua appartenenza politica, tuttavia, non esaurisce la complessità della sua pittura, nella quale la denuncia sociale convive con una profonda attenzione per il corpo, gli affetti, il paesaggio mediterraneo e la vita quotidiana.
Nella vicenda personale e artistica di Guttuso ebbero un ruolo importante Mimise Dotti, moglie e modella dell’artista, e Marta Marzotto, con la quale intrattenne una lunga relazione e che divenne musa di numerosi dipinti e disegni. Negli ultimi anni la sua produzione assunse anche accenti più intimi e autobiografici, come testimoniano alcune composizioni dedicate alla memoria, alla solitudine e al trascorrere del tempo, tra cui La Strega malinconica del 1982.
Renato Guttuso muore a Roma il 18 gennaio 1987, pochi mesi dopo la scomparsa della moglie. Poco prima della morte adotta Fabio Carapezza Guttuso, che diventerà il suo erede e nel 1992 promuoverà la nascita degli Archivi Guttuso, istituzione dedicata allo studio, alla tutela e all’autenticazione delle opere del maestro.
Un nucleo particolarmente significativo della sua produzione è conservato nel Museo Guttuso di Villa Cattolica, a Bagheria, dove si trova anche la tomba monumentale dell’artista realizzata dallo scultore Giacomo Manzù. Le sue opere sono inoltre presenti nelle collezioni di importanti musei italiani e internazionali, confermando il ruolo centrale di Guttuso nella storia dell’arte europea del XX secolo.