La Galleria resterà chiusa dal 1° al 6 gennaio.
L'evasione degli ordini successivi al 30/12 ripartirà regolarmente dal 7 gennaio.
Tantissimi auguri di Buon Anno!
L'infinito nella galleria blu di Vincent è realizzato ad Acrilici su tela cm. 30 x 30, anno 2026.
L'ambientazione è quella di una galleria d'arte d'élite: pareti blu intenso, quadri astratti alle pareti, un sontuoso lampadario di cristallo e persino una scultura cromata che ricorda palesemente il celebre Rabbit di Jeff Koons. Eppure, i protagonisti sono icone della cultura pop "popolare": Bugs Bunny e Daffy Duck. Questo contrasto toglie l'arte dal suo piedistallo e la rende giocosa.
La scultura cromata al centro sembra una versione stilizzata e metallica di Bugs Bunny stesso. È fantastico il gioco di sguardi: Bugs Bunny guarda lo spettatore (noi) con un sorriso complice, come a dire: "Hai visto cosa si sono inventati?", mentre Daffy Duck ammira la scultura con totale trasporto.
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€500,00

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Vincent è un pittore e artista visivo italiano, esponente di spicco della scena Neo-Pop e del Pop Surrealismo europeo. Noto per il suo stile vibrante, ironico e profondamente citazionista, fonde la maestria della pittura classica a olio con il caos visivo della cultura di massa del XXI secolo.
Cresciuto in un ambiente intriso di arte accademica e tradizioni barocche, Vincent sviluppa fin da giovane una straordinaria tecnica pittorica, studiando i maestri del Rinascimento e del Seicento. Tuttavia, la sua vera folgorazione avviene fuori dalle aule dell'Accademia di Belle Arti, tra i fumetti, i film d'animazione americani, la street art e i primi fenomeni virali di internet.
Inizia la sua carriera firmando murales nelle periferie urbane, per poi trasferire la sua urgenza espressiva sulla tela, trovando il perfetto equilibrio tra l'eleganza della pittura classica e l'irriverenza della Pop Art.
Le sue opere sono veri e propri palcoscenici in cui icone dell'infanzia globale (come Topolino o i Minions) e miti di Hollywood (Marilyn Monroe) convivono all'interno di scenografie solenni, come saloni nobiliari, gallerie d'arte antiche o cattedrali gotiche.
Nelle sue stanze affollate e ricche di dettagli, Vincent inserisce continui "Easter Egg" per l'osservatore attento. È un gioco di specchi e citazioni:
Sullo sfondo dei suoi quadri non è raro scorgere reinterpretazioni di capolavori di Basquiat, Keith Haring, o riferimenti ironici all'arte concettuale (come la celebre banana di Maurizio Cattelan attaccata con il nastro adesivo).
Presenze bizzarre come alpaca in alta uniforme o cagnolini stravaganti spezzano la solennità dell'ambiente, regalando all'opera un'atmosfera onirica e surreale.
Attraverso questo contrasto stridente, l'artista non vuole solo divertire, ma lanciare una critica sottile e disincantata alla società dei consumi e alla mercificazione dell'arte stessa, domandandosi cosa definisca davvero un "capolavoro" nell'era digitale.
Oggi Vincent espone le sue opere in esclusiva con Morra Arte Studio.