La Galleria resterà chiusa dal 1° al 6 gennaio. L'evasione degli ordini successivi al 30/12 ripartirà regolarmente dal 7 gennaio. Tantissimi auguri di Buon Anno!
Remo Brindisi nacque a Roma nel 1918. Iniziò ad assecondare la sua passione frequentando la Scuola d'Arte di Penne, dove il padre insegnava scultura in legno. Seguirono, nella città di Roma, i corsi di scenografia del Centro Sperimentale, anche se per un tempo limitato, e le lezioni alla Scuola libera del Nudo dell'Accademia di Belle Arti, fino a quando ottenne una borsa di studio per l'Istituto Superiore d'Arte per l'Illustrazione del Libro di Urbino. Lungo il corso della sua vita, spinto anche da motivazioni esterne alla sua carriera artistica, Brindisi viaggiò molto, toccando importanti città come ad esempio Firenze, Venezia, Milano ed anche Parigi. Durante la seconda guerra mondiale fu chiamato a prestare servizio, esperienza che lo portò a Firenze, dove visse momenti felici accanto ad amici artisti come Ardengo Soffici ed Ottone Rosai. Nel 1940 si svolse la sua prima personale, a Firenze, dove presentò opere di impostazione descrittiva e lirica, con la presentazione al catalogo realizzata da Eugenio Montale. Fu anche fatto prigioniero dai tedeschi ma, riuscito a fuggire, si rifugiò a Venezia fino all'avvenuta Liberazione. Nel capoluogo veneto iniziò a legarsi al gallerista Carlo Cardazzo, il quale gli permise di svolgere un'intensa attività espositiva presso i suoi locali della Galleria Il Cavallino. Inoltre, tra gli anni Quaranta e Cinquanta partecipò a tutte le Biennali veneziane ed anche alle Quadriennali romane, utilizzando caratteri espressionisti nell'ambito della nuova figurazione, con tendenze vicine allo stile informale. Remo Brindisi si trasferì a Milano nel 1947, dove Cardazzo aveva da poco aperto la nuova Galleria Il Naviglio. Furono anni di turbolenza artistica, nei quali Brindisi entrò prima a fare parte del Gruppo Linea, con un conseguente appiattimento delle sue figure in direzione cubista, e poi, allo scioglimento del gruppo nel 1950, si accostò al Realismo. Il legame con il Realismo non fu però duraturo, se ne distaccò già nel 1955, dopo una mostra antologica personale a lui dedicata presso il Padiglione d'Arte Contemporanea di Milano ed un personale a Zurigo. Egli fu anche presidente della Triennale di Milano, nel 1973, fu docente e direttore dell'Accademia di Belle Arti di Macerata e ricevette la medaglia d'oro della Pubblica Istruzione per meriti culturali. La sua passione per l'arte e la cultura lo portò anche a fondare, nel 1970 a Lido Spina in provincia di Ferrara, il Museo Alternativo, intestato a suo nome, con lo scopo di raccogliere le opere dei maggiori artisti contemporanei di tutto il mondo. Non interruppe mai la sua attività espositiva che lo portò ad ottenere premi e riconoscimenti anche al di fuori dei confini nazionali. Riconosciuto anche dalla critica odierna come uno tra i maggiori pittori del Novecento italiano, morì a Lido Spina nel 1996. Remo Brindisi dipinse grandi opere con temi ciclici, molte delle quali legate a tematiche sociali, che lo portarono a farsi cronista di una sofferenza collettiva, che diede alle sue tele un carattere epico. Soprattutto durante il ventennio fascista il suo lavoro fu teso a raccontare le colpe e gli orrori che l'animo umano fu in grado di generare. Le sue opere ci parlano ancora di sentimenti personali, interiori, ricordi traumatici che riemergono anche dopo anni come incubi.
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