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Cielo stellato di Lucio Del Pezzo è realizzata in serigrafia materica, collage e foglia oro su carta cm. 50 x 35.
La parte superiore con il cielo stellato evoca l'immensità, il mistero dell'universo, l'infinito. È un richiamo al sublime. Questo si contrappone nettamente alla sezione centrale e inferiore, dove regnano forme geometriche precise, strumenti da disegno (come la riga curva, il triangolo, la "A" stilizzata che può richiamare la geometria o l'architettura). Questo dualismo tra il macrocosmo incontrollabile e il microcosmo misurabile e ordinato creato dall'uomo è affascinante.
L'opera ha un'atmosfera quasi sospesa, onirica. Gli oggetti sembrano fluttuare in uno spazio indefinito, quasi come in un sogno o in una composizione metafisica. Ricorda la pittura di De Chirico o Sironi per la sua capacità di evocare un senso di silenzio e riflessione profonda.
"Cielo Stellato" ispira un senso di contemplazione del mistero dell'esistenza attraverso il filtro della ragione e dell'immaginazione, dove l'uomo cerca di comprendere e rappresentare l'infinito con i propri strumenti finiti, mescolando rigore e poesia.
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€490,00

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Lucio Del Pezzo (Napoli, 1933). Uno dei fondatori del Gruppo 58 di Napoli, d'impostazione neosurrealista e neodadaista. Le sue opere del periodo 1958-1960 propongono assemblaggi di vari oggetti, tra cui frammenti di stampe e immagini popolari. Nel 1960 si trasferisce a Parigi, poi a Milano, dove gli sono dedicate diverse mostre monografiche, la prima nel 1974. A partire dal 1962 ha realizzato un suo tipico repertorio di "quadri" o "sculture", formati da pannelli geometrici monocromi, sui quali sono inserite mensole o scavate concavità. Queste sostengono oggetti geometrici regolari, come birilli, squadre, uova di legno, bocce e manichini, a volte molto colorati, creando pezzi tridimensionali. Nelle sue pitture-oggetto e nei suoi assemblaggi è sempre presente l'aspetto ludico. Per il tono ironico e per l'utilizzo di oggetti d'uso quotidiano, tali opere rimandano alla Pop Art e alla pittura metafisica di De Chirico, Carrà e Morandi. Nel 2000, alcuni rilievi in ceramica e in bronzo per la metropolitana di Napoli hanno segnato il ritorno alla città natale, da cui ha preso le mosse il suo percorso artistico. Un successo sancito da partecipazioni alla Biennale di Venezia, da opere presentate in spazi prestigiosi come il Beaubourg di Parigi, da collaborazioni con grandi industrie (Olivetti e Renault) e dall'insegnamento a Brera. Dal 1979 vive e lavora a Milano.