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Nel 1981, in una fase ormai pienamente matura della propria ricerca, Piero Dorazio realizza Arietta, una serie composta da quattro serigrafie: Arietta 1, Arietta 2, Arietta 3 e Arietta 4. Le opere condividono il formato quadrato di 65 × 65 centimetri, la stampa su carta pregiata fatta a mano Colombe Duchêne e l’appartenenza a un unico progetto editoriale.
Il titolo suggerisce subito una possibile chiave di lettura. In ambito musicale, un’arietta è un breve motivo vocale, una composizione contenuta ma compiuta. Dorazio sembra trasferire questa idea nella dimensione visiva: ogni foglio costituisce una breve partitura di segni e colori, autonoma ma strettamente collegata alle altre tre.
Piero Dorazio - Arietta
Nelle quattro opere non compare alcun soggetto riconoscibile. Il colore non serve a descrivere la realtà, ma diventa esso stesso struttura, ritmo e movimento. Segmenti cromatici, tracce ravvicinate, fasce e intervalli si distribuiscono sulla superficie secondo organizzazioni sempre differenti. In alcune composizioni il segno si addensa, in altre lascia emergere maggiormente il fondo; talvolta procede per sequenze orizzontali, altrove costruisce campi più aperti e irregolari.
La ripetizione del gesto non produce uniformità. Ogni variazione modifica la densità, la direzione e la temperatura dei colori, generando un diverso andamento percettivo. Lo sguardo non viene guidato verso un centro preciso, ma attraversa l’intera superficie, seguendo accelerazioni, pause, sovrapposizioni e improvvise aperture. Le quattro Arietta possono quindi essere osservate come opere indipendenti oppure come parti di un unico ciclo, nel quale uno stesso principio visivo viene modulato più volte.
La serie appartiene a un momento nel quale Dorazio aveva già superato la compattezza dei celebri reticoli degli anni Sessanta, orientando la propria ricerca verso composizioni più aperte. Il rigore costruttivo rimane, ma si accompagna a una maggiore libertà del segno: la superficie assume il carattere di una trama mobile, nella quale la luce sembra nascere direttamente dall’accostamento dei colori.
La tecnica serigrafica non viene utilizzata come semplice mezzo di riproduzione. La scelta della carta artigianale, la sovrapposizione degli inchiostri e la qualità materica dei segni conferiscono a ogni foglio una presenza fisica precisa. Un esemplare di Arietta 1 è conservato anche nella collezione della Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Viareggio, dove l’opera è catalogata come serigrafia a colori del 1981.
L’edizione fu realizzata da Arte 3 Milano in 200 esemplari numerati in cifre arabe, ai quali si aggiungono 25 esemplari H.C. Le stampe, concepite nel 1981, furono completate nel marzo 1982. Morra Arte Studio presenta sia le quattro serigrafie singole sia la cartella da collezione completa, nell’esemplare numero 182/200, che riunisce il ciclo nella sua unità editoriale originaria.
Con Arietta, Dorazio costruisce una sintesi essenziale della propria poetica: il colore diventa linguaggio autonomo, il segno acquista un andamento musicale e la superficie si trasforma in uno spazio attraversato da ritmo, luce e variazione.