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Ugo Attardi
Esponente del movimento "Forma Uno", sempre alla ricerca un rapporto nuovo e visionario con la realtà.

Dolores yangel

Morra Arte Studio

Informazioni aggiuntive

Altezza

56

Larghezza

38

Tecnica

Incisione a ceramolle su carta

Tipo Edizione

Tiratura limitata

Anno

1985

350,00

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    Nato in provincia di Genova, Ugo Attardi ha una storia familiare interessante.
    Il padre, un sindacalista attivo nella 'Federazione dei Marittimi' e originario di Santo Stefano Quisquina, un piccolo borgo in provincia di Agrigento, fu costretto dal regime fascista a lasciare la Liguria per tornare in Sicilia.
    Sua madre si chiama Natalia Donnini Attardi.
    Dopo il trasferimento della famiglia a Palermo, Ugo Attardi si appassiona alla pittura e alle sue tecniche sin da piccolo.
    Nel tempo libero, aiutava suo zio paterno, un vecchio pittore specializzato in ritratti e paesaggi.
    Questa passione lo porta a frequentare l'Accademia di Belle Arti e successivamente a iscriversi alla facoltà di Architettura.
    Nel 1945, decide di trasferirsi a Roma e viene ospitato da Pietro Consagra, che a sua volta era ospite di Renato Guttuso.

    Grazie all'effervescente clima culturale e sociale del dopoguerra, Ugo Attardi riesce a riprendere con grande entusiasmo la sua ricerca artistica.
    Nel 1948, insieme a un gruppo di giovani artisti, fonda il movimento Forma Uno, caratterizzato da un approccio astratto all'arte.
    Tuttavia, nel corso del tempo, sviluppa visioni divergenti rispetto al resto del gruppo.
    I suoi compagni di avventura erano Carla Accardi, Antonio Sanfilippo, Pietro Consagra, Piero Dorazio, Mino Guerrini, Concetto Maugeri, Achille Perilli e Giulio Turcato.

    il Gruppo Forma 1: da sinistra, Pietro Consagra, Mino Guerrini, Ugo Attardi, Carla Accardi, Achille Perilli, Antonio Sanfilippo e Piero Dorazio

    Nel 1948 partecipa alla Rassegna nazionale di arti figurative (V Quadriennale Nazionale d'Arte) di Roma.

    Negli anni '50, Ugo Attardi orienta la sua arte verso l'espressionismo, prendendo ispirazione da figure come Francis Bacon e George Grosz. Parallelamente alla sua attività artistica, si impegna attivamente anche nella politica come membro del Partito Comunista Italiano.
    Sentendo la necessità di sperimentare un rapporto nuovo e visionario con la realtà, si distacca dall'astrattismo e inizia a sviluppare il suo personale stile espressionista.
    Nel 1952 e nel 1954 viene invitato a partecipare alla XXVI e alla XXVII Biennale di Venezia. Nonostante la crisi dei realismi che si sta verificando nel 1956, espone con successo in una galleria a Trastevere.
    Nel 1958, partecipa alla fondazione e inizia a collaborare con il giornale di cultura e politica "Città Aperta", insieme a Tommaso Chiaretti, Elio Petri, Renzo Vespignani e Mario Socrate.
    Nei primi anni '60, partecipa a numerose mostre sia in Italia che all'estero.
    Nel 1961, fonda il gruppo "Il Pro e il Contro" e continua a essere il leader nelle varie manifestazioni fino all'ultimo anno, quando il gruppo si scioglie.
    Una sua opera viene esposta alla mostra Contemporary Italian Paintings nel 1963, e allestita in alcune città in Australia. Espone alla mostra Peintures italiennes d'aujourd'hui, allestita in medio oriente e in nordafrica tra il 1963 e 1964.

    Dopo un viaggio in Spagna, Ugo Attardi si orienta verso la riscoperta dei classici e l'approfondimento degli studi storici.
    Nel 1974, realizza il drappellone del Palio di Siena del 16 agosto.
    Negli anni successivi, la sua reputazione continua a crescere. Nel 1986 e nel 1987, espone alla ICAF di Londra e all'Expo Internazionale di Arte Contemporanea di Milano, guadagnando visibilità internazionale.
    Nel 1988, le sue opere vengono esposte a Tokyo, un altro importante riconoscimento della sua arte.
    Nel 1997, la società Telecom sceglie una delle sue opere come immagine per una scheda telefonica, un ulteriore segno del suo successo e del suo impatto nella cultura visiva.
    Nel 2003, la Presidenza del Consiglio dei Ministri della Repubblica gli conferisce il Premio per la Cultura nel Settore dell'Arte, un riconoscimento istituzionale che evidenzia il suo ruolo come grande artista e figura di spicco nella cultura.
    Nel 2006, riceve il titolo di Grande Ufficiale della Repubblica dalle mani del Presidente Carlo Azeglio Ciampi, in riconoscimento dei suoi meriti artistici e della sua abilità nel diffondere e valorizzare il genio e la creatività italiani in tutto il mondo. Ugo Attardi ci lascia all'età di 83 anni, spegnendosi presso il Policlinico Gemelli di Roma.
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