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Quando l'arte incontra la natura e la materia, nasce un linguaggio nuovo, vibrante, capace di ridefinire lo spazio pittorico.
Questo è ciò che ha realizzato Salvatore Emblema, uno dei più grandi innovatori dell'arte italiana del Novecento.
La sua tecnica unica, la sua sperimentazione con la de-tessitura della tela e l’utilizzo, tra le varie materie, delle terre vulcaniche del Vesuvio ne hanno fatto un punto di riferimento per artisti e collezionisti di tutto il mondo.
Nelle opere di Salvatore Emblema, la luce è molto più di un elemento decorativo: diventa un vero e proprio strumento espressivo.
Attraverso la trama delle sue tele di juta, la luce fisica penetra e si mescola con la materia, rivelando lo spazio retrostante.
«Per secoli, lo spazio dietro il quadro è stato uno spazio morto. Era necessario far vivere quello spazio, perché è là che la verità aspetta di essere scoperta.»
– Salvatore Emblema
La superficie su cui l'opera è appoggiata non è più un elemento passivo ma diventa parte integrante del quadro, completando l’esperienza visiva per lo spettatore.
Uno dei contributi più rivoluzionari di Emblema è la tecnica della de-tessitura: intervenendo direttamente sulla trama della tela, l’artista rimuove alcuni fili, creando spazi attraverso cui la luce può filtrare. Questo approccio trasforma la tela in un oggetto dinamico e permeabile, rompendo i limiti della pittura tradizionale.
Le opere di Salvatore Emblema sono spesso realizzate con terre del Vesuvio, raccolte dalla sua terra natale.
Questi materiali naturali, uniti alla tela di juta, creano un legame profondo con il paesaggio vulcanico di Terzigno, dove Emblema è nato e ha vissuto.
La scelta della terra come elemento pittorico non è solo simbolica ma materica, riportando l’arte alle sue origini più autentiche.

"Senza Titolo" (1985), terre del Vesuvio su tela di juta, 80 x 60 cm. La luce e la materia come protagoniste della composizione.
Senza Titolo (1985)
Un’opera che celebra la perfetta fusione tra materia e luce.
Realizzata con terre del Vesuvio su tela di juta (80 x 60 cm), quest’opera senza titolo del 1985 dimostra come Emblema riuscisse a trasformare materiali semplici in esperienze visive uniche.
La luce penetra la trama della juta, mentre la materia vulcanica richiama la forza e la storia della terra campana.

"Crocifissione" (1957), terre vesuviane su tela di juta, 100 x 90 cm. La sacralità incontra la luce e la materia.
Crocifissione (1957)
Quest’opera storica, realizzata con terre vesuviane su tela di juta (100 x 90 cm), rappresenta uno dei capolavori più significativi dell’artista.
Attraverso il tema sacro della Crocifissione, Emblema esprime una profonda spiritualità utilizzando materiali naturali e tecniche innovative.
La de-tessitura della tela permette alla luce di attraversare l’opera, trasformando un soggetto tradizionale in una composizione dinamica, che vibra di luce e materia.
Oggi, l’opera di Salvatore Emblema è più attuale che mai. In un’epoca in cui l’arte si interroga sulla sostenibilità e sul rapporto tra uomo e natura, il lavoro di Emblema ci invita a riflettere sul concetto di spazio, materia e tempo. La sua capacità di reinventare la pittura e di trasformare la tela in una struttura viva continua ad affascinare collezionisti e critici d’arte.
Per approfondire ulteriormente l’arte e la vita di Salvatore Emblema, puoi visitare la pagina dedicata al Museo Emblema, uno spazio che celebra l’eredità artistica del maestro a Terzigno.