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Tecnica mista su carta: un linguaggio duttile e sorprendente

Tecnica mista su carta: un linguaggio duttile e sorprendente

4 Giugno 2025

Parte 1 di 3: Alla scoperta di una tecnica aperta alla sperimentazione

Nel mondo dell’arte contemporanea, sempre più artisti scelgono la tecnica mista su carta come terreno fertile per esprimere intuizioni, gesti e contrasti. Questo è il primo di tre articoli che Morra Arte Studio dedica a questa affascinante modalità espressiva, per esplorarne i linguaggi, i significati e il valore nel collezionismo d’oggi.

Cos’è la tecnica mista su carta?

Quando parliamo di tecnica mista, ci riferiamo all’uso combinato di più materiali e tecniche su un’unica superficie: acrilici e grafite, collage e inchiostro, acquerello e carboncino… Le possibilità sono praticamente infinite.

La carta, in questo contesto, non è solo un supporto “umile”, ma una superficie viva, capace di reagire in modo unico alle sovrapposizioni, agli strappi, ai lavaggi, alle trasparenze. È porosa, leggera, assorbente, sensibile. E proprio per questo è ideale per la sperimentazione.

Per un approfondimento sulle tecniche miste nella storia dell’arte, si può consultare anche questo articolo del sito Tate.

Una tradizione che guarda avanti

Nonostante la sua apparente modernità, la tecnica mista ha radici antiche: basti pensare ai disegni rinascimentali arricchiti da tocchi di biacca o acquerello, o ai primi collage d’inizio Novecento, da Braque a Picasso. Con le avanguardie, la commistione tra materiali è diventata linguaggio a sé.

Oggi, la tecnica mista su carta è una delle forme più versatili e libere dell’arte contemporanea. La sua attualità si ritrova in tante mostre internazionali, come dimostra anche la presenza in eventi come Art Basel o nella collezione permanente del MoMA (Museum of Modern Art) di New York.

Libertà e immediatezza

Molti artisti utilizzano la tecnica mista su carta per sviluppare idee, catturare intuizioni, rompere le regole. Altri, invece, la scelgono come linguaggio compiuto e consapevole, capace di reggere l’urto dell’esposizione o del mercato.

È una tecnica che invita al gesto diretto, alla contaminazione, alla libertà. E che, pur nella sua apparente fragilità, spesso conserva una forza comunicativa travolgente.

Alcune Opere su carta nella nostra Galleria

Navigando nel Catalogo e utilizzando il filtro opere su carta, è possibile scoprire come diversi artisti presenti nella galleria Morra Arte Studio interpretano la tecnica mista.
Eccone tre esempi:

  • Giuliano Grittini: nella sua opera Forza Napoli, la carta si fa supporto per un dialogo tra gesto e colore, tra cultura pop e citazione ironica.
    Giuliano Grittini - Forza Napoli

    Forza Napoli
    Opera unica su carta realizzata con la speciale tecnica della "Cracker Art" cm. 35 x 35.
    La cultura pop e le icone senza tempo, personaggi o momenti che hanno lasciato il segno, sono i temi preferiti di Giuliano Grittini, fantasista della ‘Cracker Art’ che rivisita le icone pop del cinema, della musica e dell’arte, con maestria tecnica nello smembrare, tagliare, cucire, incollare e ricomporre.
    Prepara i supporti con impasti materici che danno vita ad una texture vibrante terminando poi l'opera con interventi pittorici.
    I soggetti a cui Grittini ha rifatto il look, impreziosendoli e facendo emergere nuove sfumature, diventano pezzi unici su tela, su carta oppure in serigrafie ritoccate a mano "Retouchè".

     

  • Salvatore Emblema: in questo Senza titolo del 1985, l’artista lavora per stratificazioni e sottrazioni, lasciando affiorare texture e trasparenze che solo la carta può restituire con tale leggerezza.

    Salvatore Emblema - Senza titolo 1985Morra Arte Studio

    Salvatore Emblema
    Senza titolo 1985
    Emblema stabilisce con la materia un rapporto essenziale, primordiale, il quadrato o il rettangolo di carta obbliga l'artista a operare in una porzione di "territorio" che coincide con un senso dello spazio più concentrato, più immediato.
    Mentre il quadro, insomma , non viene mai meno alla sua funzione di schermo, potendo contare e giocare sull'attraversamento della luce nelle fibre di tela, l'opera su carta eroicamente si affida al suo primo e immediato apparire allo sguardo.

  • Mario Paschetta: Carta di viaggio è un esempio poetico di come frammenti, segni e materiali diversi possano convergere in una narrazione visiva intimista e complessa.

    Mario Paschetta - Carta da viaggio - landscape - Morra Arte Studio

    Carta di viaggio di Mario Paschetta è realizzata con malte e terre naturali su carta cm. 33,5x22,5. Le “carte di viaggio”, sono una sorta di diario di esperienza su cui Mario Paschetta appunta visioni fugaci, mescolando stoffe e addensando colori.

Ogni opera racconta una storia diversa – e lo fa con la leggerezza e la densità che solo la carta sa offrire.


Nel prossimo articolo, esploreremo i motivi per cui tanti artisti contemporanei scelgono la tecnica mista su carta come linguaggio d’elezione: una scelta non solo tecnica, ma anche poetica.

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