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Arte contemporanea ed economia: un binomio "blasfemo"?

Arte contemporanea ed economia: un binomio "blasfemo"?

27 Ottobre 2023
L'arte contemporanea e il legame tra arte ed economia. Come vivono gli artisti il binomio arte contemporanea / economia? Fornire una definizione completa ed esaustiva dell'arte contemporanea è un compito complesso, poiché questo termine non si limita esclusivamente a dipinti e sculture, tradizionalmente associati all'idea di "arte", ma abbraccia un'ampia gamma di forme espressive, tra cui installazioni, performance e altre modalità di creazione con una marcata enfasi sul concetto piuttosto che sulla materialità.
Per comprendere e apprezzare l'arte contemporanea, è fondamentale immergersi nel suo mondo e superare una semplice e superficiale osservazione delle opere.
Spesso, infatti, è necessario interpretarle, comprendere l'artista e il messaggio che intende trasmettere attraverso il suo lavoro.
Quando si visita una mostra o una galleria d'arte contemporanea, raramente si troveranno dipinti tecnicamente elaborati con rappresentazioni classiche di temi religiosi, mitologici, ritratti o scene di vita quotidiana, come spesso si osservava nell'arte moderna.
Gli artisti contemporanei utilizzano mezzi inusuali, come ad esempio supporti elettronici, per dare vita alle loro opere.


Questo aspetto può diventare particolarmente evidente durante una visita alla Biennale di Venezia, dove i visitatori si trovano immersi in padiglioni che presentano opere d'arte sotto forma di installazioni audio, video e opere altamente interattive.
Queste creazioni sono progettate per coinvolgere gli spettatori, che non sono più semplici osservatori passivi, ma diventano parte integrante dell'opera stessa.
In alcuni casi, possono persino attivare, modificare e contribuire al funzionamento dell'opera stessa.

Adina Pintilie – You Are Another Me – A Cathedral of the Body 59th International Art Exhibition – La Biennale di Venezia, The Milk of Dreams Courtesy: La Biennale di Venezia Photo by Marco Cappelletti



Dal punto di vista temporale, sarebbe possibile far risalire l'origine dell'arte contemporanea agli anni '60, quando Andy Warhol, all'interno della sua Factory, cominciò a creare opere d'arte utilizzando tecniche di riproduzione industriale per stampare su tela immagini di oggetti di consumo, come il celebre barattolo di zuppa Campbell e le scatole Brillo, insieme a ritratti di personaggi politici, celebrità e icone come Marilyn Monroe ed Elvis Presley.
Una pietra miliare dell'arte contemporanea, che da allora ha continuato ad evolversi, dando vita ad una vasta gamma di forme espressive.

Andy Warhol, "Marilyn Pink on green 11.23", 91.5x91.5 cm

Andy Warhol, "Marilyn Pink on green 11.23", 91.5x91.5 cm



Oggi, l'arte contemporanea abbraccia una varietà di medium, tra cui dipinti e sculture tradizionali, ma anche nuovi mezzi come il video, opere sonore, performance, installazioni e fotografia.
Questa diversità di forme artistiche rende evidente la complessità nel determinare il valore e il prezzo delle opere d'arte contemporanea.
Questi aspetti sono fondamentali sia nell'economia generale che nell'ambito dell'arte, poiché contribuiscono a sostenere l'esistenza e lo sviluppo del settore.
Nonostante alcuni possano considerare il legame tra arte ed economia o tra arte e mercato con una certa avversione, è innegabile che questi due mondi siano in qualche modo interconnessi.
Gli artisti che scelgono l'arte come professione principale hanno inevitabilmente bisogno di guadagnare un reddito che consenta loro di sostenersi.
Di conseguenza, si trovano nella posizione di dover vendere le proprie opere, posizionarle in specifici mercati o esporle in gallerie al fine di ottenere visibilità.
Questi passaggi, sebbene varino in termini di modalità e intensità, implicano inevitabilmente relazioni economiche e finanziarie.

Mostra: ART IS MONEY – MONEY IS ART, a cura di Edoardo Marcenaro, testo critico di Giorgio De Finis.
7 aprile – 26 maggio 2018

Tuttavia, molti artisti utilizzano le loro creazioni come mezzi per contestare l'"economizzazione" dell'arte.

Attraverso le loro opere, esprimono dissenso e sfidano il mercato, talvolta creando opere che non sono destinate alla vendita o elevando oggetti di uso quotidiano al rango di opere d'arte.
Alcuni artisti, come Sherrie Levine e Louise Lawler, hanno condotto indagini sulle ragioni che spingono le persone ad acquistare opere d'arte e hanno criticato come le dinamiche del mercato possano influire sul valore culturale delle opere, trasformandole da espressioni artistiche in semplici oggetti di scambio e strumenti di investimento popolari.

L'artista concettuale americana Barbara Kruger ha veicolato messaggi di protesta attraverso le sue opere, caratterizzate da frasi sovrapposte su fotografie in bianco e nero.
In queste opere, ha criticato il capitalismo e il consumo di massa.

Biennale di Venezia 2022 - "Posizionata all’estremità dell’edificio delle Corderie, la nuova installazione di Kruger per Il latte dei sogni si adatta ai parametri spaziali dell’ambiente che la ospita e include tre video a canale singolo. "

Tuttavia, secondo il sociologo francese Pierre Bourdieu, la negazione dell'aspetto economico sarebbe un requisito essenziale per gli artisti che desiderano trarre profitto dalla loro arte.
Gli artisti possono accumulare un altro tipo di capitale, noto come "capitale simbolico", criticando il mercato mentre promuovono l'arte come un'forma di espressione pura e libera da influenze economiche.

In questo modo, costruiscono un nome e una reputazione nel tempo.

Il capitale simbolico accumulato nel tempo può successivamente trasformarsi in capitale economico, anche se questo è spesso criticato dagli stessi artisti.
Ad esempio, Barbara Kruger non esita a esporre le sue opere nelle gallerie più rinomate di New York, dimostrando come la realtà dell'arte possa spesso sfidare le ideologie iniziali degli artisti.
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