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Breve storia del mercato dell'arte contemporanea

Breve storia del mercato dell'arte contemporanea

15 Dicembre 2023
L'arte è sempre stata oggetto di commercializzazione, anche se in forme diverse rispetto a oggi.
In passato, ad esempio, nobili ed ecclesiastici commissionavano opere agli artisti per arricchire le loro collezioni o decorare edifici sacri e residenze.
Il sostegno economico e materiale ai creatori, comune durante il Rinascimento in Italia, rappresentava un tipico esempio di mecenatismo.

Nel periodo tra il Seicento e il Settecento, i mercanti d'arte agivano come intermediari cruciali tra artisti e borghesi benestanti desiderosi di aumentare il prestigio delle loro raccolte artistiche.
Tuttavia, è dopo la Rivoluzione Industriale che gli storici individuano l'origine del moderno mercato dell'arte, con le dinamiche e gli intrecci attuali.
Questo mercato si è sviluppato per facilitare l'incontro tra domanda e offerta in modo efficiente, soddisfacendo il desiderio dei collezionisti di possedere opere d'arte, spinti sia dalla passione per l'arte stessa che dall'aspetto economico, considerando tali opere come investimenti.

Da quel momento in avanti, l'arte ha conosciuto una diffusa commercializzazione, con un volume d'affari notevolmente superiore al passato, soprattutto grazie alla diminuzione dell'influenza dei mecenati e delle commissioni per opere d'arte.


Nel diciottesimo secolo, l'Europa rappresentava il cuore pulsante del mercato dell'arte, con Francia e Gran Bretagna a guidare questa fervente attività di scambio.
Questi due Paesi fungono da crocevia per artisti di spicco, mercanti, appassionati e critici d'arte, il cui giudizio influenzava la creazione della fama di specifici artisti o movimenti artistici, contribuendo anche al loro declino e uscita dal mercato.
Fu nella seconda metà del diciottesimo secolo, in Gran Bretagna, che nacquero le prime prestigiose case d'asta come Christie's e Sotheby's, ancora oggi dominanti in questo settore.



Tuttavia, tra il 1920 e il 1930, l'attenzione degli artisti e dei commercianti si spostò verso l'America:
il Vecchio Continente attraversava un periodo di recessione, mentre i collezionisti statunitensi stavano emergendo come importanti acquirenti, acquistando un gran numero di opere d'arte.
Fu Joseph Duveen, considerato uno dei più famosi art dealers di tutti i tempi, a sintetizzare il periodo con la frase:

"Mentre l'Europa è piena di arte, l'America è piena di soldi."


Giungiamo agli anni '60, New York e Londra dominavano il mercato artistico, mentre Parigi viveva un declino a causa di nuove normative che introdussero sistemi fiscali per la vendita d'arte, creando un clima poco favorevole per il commercio artistico nella città.
Nei primi anni '70, in un periodo segnato da una forte recessione economica, l'acquisto di opere d'arte diventò sempre più diffuso.
Oltre alle motivazioni estetiche ed emotive, la proprietà di opere d'arte fu vista come un modo potenziale per proteggersi dall'inflazione.
Un numero crescente di imprese e individui si avvicinò a questo mondo.
Il rapido sviluppo del mercato artistico portò alla necessità di dare maggiore visibilità alle opere d'arte, spingendo alla creazione di spazi dedicati: le cosiddette "supergallerie".
Questi spazi espositivi guadagnarono fama mondiale in breve tempo.
All'inizio del XX secolo, i milionari delle ferrovie americane che desideravano investire fondi in opere d'arte si rivolgevano a due uomini guida: Bernard Berenson (a sinistra) e Joseph Duveen.

All'inizio del XX secolo, i milionari delle ferrovie americane che desideravano investire fondi in opere d'arte si rivolgevano a due uomini guida: Bernard Berenson (a sinistra) e Joseph Duveen.



Negli anni '80, l'acquisto d'arte divenne estremamente popolare e redditizio.
A partire dal 1987, il mercato globale conobbe un periodo di grande crescita, con record di prezzi raggiunti nelle aste per le opere d'arte, specialmente nel settore moderno e contemporaneo.
New York si affermò come la capitale mondiale del mercato dell'arte.

Il ventunesimo secolo ha segnato un periodo di crescita costante nel mercato dell'arte, con un picco nel 2007, raggiungendo un valore stimato di 65 miliardi di dollari.
La categoria che ha registrato la maggiore crescita è stata l'arte contemporanea, diventando la più venduta nelle case d'aste.

Tuttavia, successivamente il mercato artistico ha subito un forte contraccolpo a causa dell'andamento negativo dell'economia mondiale, colpito dalla crisi finanziaria e dalla recessione economica che ha coinvolto molte nazioni.
Nonostante l'arte contemporanea avesse inizialmente registrato alti tassi di crescita, è stato il settore più colpito dalla crisi, con un evidente declino medio dei prezzi alla fine del 2008.



Nonostante questo, gli Stati Uniti e il Regno Unito mantengono una posizione di dominio, rappresentando insieme più dei due terzi del valore del commercio artistico globale.
Tuttavia, si sta assistendo all'emergere di nuovi mercati, come la Cina, che ora rappresenta una quota considerevole delle transazioni artistiche, superando nazioni ben consolidate come Germania e Francia.

Questa nuova ondata non è un evento isolato: il mercato dell'arte sta subendo e ha subito diversi cambiamenti nella sua struttura e nei protagonisti coinvolti.
Altre nazioni che stanno emergendo in questo contesto includono Russia, India, Brasile e Medio Oriente.
L'aumento del benessere e della ricchezza in queste aree ha generato una notevole richiesta di arte, particolarmente rivolta all'arte contemporanea.
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